Lavorare con diverse start-up tech come clienti è per me molto stimolante: interagire con ambienti privi di formalità, fortemente orientati alla crescita e ai risultati, e collaborare con visionari che cercano di trasformare un’idea in un prodotto è una ventata di aria fresca.
Tuttavia, queste situazioni presentano anche grandi sfide.
I founder, ossessionati dalla crescita e sempre alla ricerca di clienti e investitori, hanno poco tempo per confronti approfonditi, delegando queste interazioni ai loro CTO.
I CTO, a loro volta, cercano soluzioni flessibili e rapide che permettano di sviluppare, testare, distribuire e scalare le loro app in tempi brevissimi.
Come si può garantire tutto ciò?
La prima cosa che mi chiedono è la stabilità.
La seconda è la crescita rapida.
Consiglio sempre di scegliere tecnologie scalabili, che consentano a una startup di adattare le risorse del server in tempo reale, gestendo picchi di traffico senza intoppi e decretare il successo del business della nostra start-up.
E qui arriva di solito la prima obiezione: le tecnologie scalabili sono più costose.
Vero, anzi no.
Investire in tecnologie scalabili può sembrare inizialmente più costoso, ma a lungo termine si traduce in risparmi significativi:
Partire con il piede giusto (magari spendendo qualcosa in più all’inizio…), può dare grande vantaggio alla start-up: sviluppare utilizzando tecnologie che consentano, al bisogno, di scalare senza problemi è essenziale.
Stabilità, scalabilità e resilienza, queste devono essere le parole sacre di una start-up tech.
Ecco alcune tecnologie, (ne abbiamo già parlato in modo approfondito in questo blog) da valutare attentamente per garantire queste tre caratteristiche.
Ovviamente il cloud ci da una grossa mano: i servizi dei principali OTT come Amazon AWS, Google Cloud Platform e Microsoft Azure offrono soluzioni che permettono di aumentare o ridurre le risorse in base alla domanda.
Questi servizi cloud offrono inoltre strumenti integrati per il monitoraggio e la gestione delle risorse.
I microservizi sono l’approccio moderno allo sviluppo di app, utilizzando questo approccio si divide l’applicazione in piccoli servizi indipendenti.
Con questo approccio le start-up si concentrano sullo sviluppo del software, lasciando tutto ciò che c’è “sotto” alla gestione del cloud provider.
Questo porta diversi vantaggi in termini di aggiornamento e manutenzione, poiché ogni servizio può essere scalato indipendentemente dagli altri.
L’adozione di un’architettura a microservizi (come ad esempio AWS Lambda), consente alle startup di scalare rapidamente e rispondere subito ai cambiamenti del mercato, senza scendere a compromessi con la stabilità.
La scelta del database è cruciale.
Optare per l’approccio cloud-native utilizzando soluzioni come Amazon DynamoDB, è una mossa vincente.
Questi database sono progettati per scalare orizzontalmente, permettendo di aggiungere più nodi al sistema per gestire aumenti di carico.
E se la nostra start-up è particolarmente brava da raggiungere grossi volumi di download da ogni parte del mondo?
Ecco qui il concetto di resilienza.
Progettare l’applicazione in modo resiliente significa garantire che possa continuare a funzionare correttamente anche in presenza di guasti. Avere sviluppato con approccio cloud-native rende quindi possibile l’introduzione di meccanismi di failover, la distribuzione geografica dei server e l’adozione di strategie di replica dei dati.
Ora che abbiamo individuato le tecnologie migliori per lo sviluppo, non dimentichiamo che per garantire la stabilità delle app ci sono altri due aspetti fondamentali : testing e monitoraggio.
AWS consente di eseguire test su larga scala, permettendo alla nostra start-up di simulare un gran numero di utenti, scenari e dispositivi diversi senza la necessità di investire in infrastrutture hardware costose.
Per evitare fastidiosi crash dell’applicazione, questa dovrà subire diversi tipi di test, tra cui test funzionali, test di carico e test di sicurezza: per ognuna di queste ci sono nel cloud AWS gli strumenti e le risorse giuste
Per esempio, implementare un sistema di monitoraggio e logging robusto, automatizzato e continuo utilizzando servizi come Amazon CloudWatch e AWS X-Ray, con feedback continui in modo informare il team di sviluppo sui risultati dei test ed eventuali anomalie.
Una capitolo a parte meritano i test di sicurezza, analisi che analizzano il codice ed i continui aggiornamenti alla ricerca di vulnerabilità che possono essere sfruttate da criminali per violare il codice di un’app “debole”.
L’app violata può diventare un cavallo di Troia che può aiutare i cybercriminali ad accedere ai dati ed al device dell’utilizzatore per poi sferrare attacchi sempre più sofisticati.
Ancora una volta, avere optato per un approccio cloud native in ambiente AWS, può aiutare molto la nostra start-up.
Utilizzando servizi come AWS Inspector, AWS WAF, AWS Shield, AWS CloudTrail e Amazon GuardDuty, le startup possono identificare e mitigare le vulnerabilità, garantendo una protezione robusta contro le minacce più comuni.
Seguendo poi le best practice per la sicurezza delle applicazioni, ed avvalendosi di un buon Web Application Firewall, è possibile costruire un ambiente sicuro e resiliente, proteggendo i dati degli utenti e la reputazione del proprio brand.
Per esperienza posso dire che le startup tech possiedono sicuramente le competenze necessarie per sviluppare applicazioni di successo.
Ma posso anche dire che la configurazione e la gestione del monitoraggio e dei test possono rappresentare un impegno ed un investimento di tempo significativo.
Il Competence Center Multicloud di Fastweb può senza dubbio alleggerire questo carico, offrendo supporto esperto nella gestione di questi aspetti critici.
La startup può così concentrarsi su ciò che sa fare meglio: innovare e crescere, evitando che i dettagli tecnici rallentino il cammino verso la crescita ed il successo.
Contattateci oggi per scoprire come possiamo aiutare la vostra startup a scalare nuove vette!